Un cambio di paradigma che punta sulla qualità e sulla ricerca. Come quando si arriva sulla vetta di una montagna e lo sguardo si apre, si allarga sull’orizzonte. La Vertical Innovation altoatesina prende spunto dalla natura, elemento caratterizzante e fondamentale del territorio. L’85% della superficie della provincia di Bolzano è ricoperta da boschi, laghi, fiumi o ghiacciai, o ancora da terreni agricoli. La natura è sempre presente, ovunque si vada. Ed è la terra adatta per chi ama vivere e muoversi nel verde, con i suoi 17mila chilometri di sentieri percorribili a piedi. Ma c’è spazio anche per chi preferisce la bicicletta (2.286 km di piste ciclabili) e lo sci (1.630). E il modello altoatesino è proprio questo: fare dell’ambiente un grande punto di riferimento. Da rispettare e dal quale prendere costantemente ispirazione.

Ma la green region d’Italia guarda già avanti. Da anni sono in corso delle politiche di lungo periodo sulla sostenibilità che hanno portato il tasso di copertura del fabbisogno energetico grazie a fonti rinnovabili al 61,36% (la media italiana è del 17,10%, quella austriaca del 31,40%). Il territorio altoatesino però è all’avanguardia anche nel campo dell’energia idroelettrica o in quello della biomassa, con il legno sempre più utilizzato come forza pulita per riscaldare le case. Importanti investimenti inoltre sono stati fatti su sharing e su tutto ciò che possa fornire una mobilità (e uno stile di vita) sempre più sostenibile. La strada è segnata ma bisogna proseguire: verso il traguardo ci sono gli obiettivi posti dalla strategia del piano clima Energia Alto Adige 2050. Ovvero arrivare ad avere meno di 1,5 t pro capite l’anno di emissioni di CO2 e coprire il 90% del fabbisogno con energie rinnovabili. Obiettivi ambiziosi ma raggiungibili.