Infrastrutture

1 giugno 2018Silvia Pagliuca

Otto miliardi per 64 chilometri: viaggio nel cuore del BBT, il tunnel dei record

Brennero, la galleria ferroviaria più lunga del mondo sarà pronta nel 2027 e collegherà Nord e Sud Europa. Ci lavorano mille persone e il 50% delle ditte è altoatesina o tirolese

Più di mille persone occupate, un investimento complessivo di 8 miliardi e 400 milioni di euro, ditte altoatesine e tirolesi coinvolte nel 49% degli appalti, oltre 50 milioni di euro previsti come misure di compensazione e ben 400 milioni fin ora risparmiati rispetto alle previsioni di spesa. Tutto questo è il BBT, il tunnel ferroviario più lungo del mondo.

64 chilometri di gallerie tra Italia e Austria

Il nostro viaggio inizia dalle sponde del fiume Isarco, a circa 50 km da Bolzano. Qui si sviluppa uno dei cantieri della galleria di Base del Brennero, il progetto monstre che grazie allo strategico ruolo di cerniera giocato dall’Alto Adige, renderà sempre più vicini il nord e il sud dell’Europa, collegando con 64 chilometri di gallerie tra Italia e Austria. «La galleria sarà il cuore del corridoio Scandinavo-Mediterraneo che da Helsinki correrà fino a La Valletta, sull'isola di Malta. La sua realizzazione, prioritaria per il completamento del corridoio, rafforzerà l’asse Italia – Austria e avrà importanti ricadute su tutti i Paesi europei che gravitano attorno a quest’area» - afferma Raffaele Zurlo, amministratore di BBT SE, la società che sovraintende i lavori. Il carattere transnazionale dell’opera, infatti, ha portato alla costituzione di una Societas Europaea, ovvero una forma societaria particolare, introdotta dai regolamenti europei proprio per la realizzazione di progetti di questo tipo. Le azioni della Società sono detenute al 50% dall’Austria tramite ÖBB Infrastruktur AG, il gestore della rete ferroviaria austriaca, e per il 50% dall’Italia, tramite Tunnel Ferroviario del Brennero TFB SpA, società che vede tra i suoi azionisti RFI SpA (87,92%), le Province Autonome di Bolzano e Trento e la Provincia di Verona.

La futura galleria si svilupperà a 794 metri s.l.m. sotto il valico del Brennero che con un’altitudine di 1.371 mt è il valico più basso dell’arco alpino. La galleria, che attualmente vede operativi sette cantieri, in Italia e in Austria, servirà principalmente per il trasporto merci, ma potrà essere usata anche per il trasporto passeggeri. Attraverserà le Alpi alla base con una pendenza ridotta al minimo. In particolare, il tracciato tra Fortezza e Innsbruck consentirà di passare dagli attuali 75 km a soli 55 km di percorrenza, con una pendenza che andrà dall’attuale linea del 26% al 6,7‰. Qui, i treni passeggeri potranno sfrecciare a 250 km/h, quelli merci a 160 km/h. Oltre agli imbocchi di Fortezza e Innsbruck, saranno realizzate quattro gallerie di accesso laterali per collegare le gallerie di linea e il cunicolo esplorativo con l’esterno: tre in territorio austriaco (Ampass, Ahrental, Wolf) e una in Italia, nel comune di Campo di Trens (Bolzano). 

L'uso di techniche non convenzionali, come il congelamento e il jet grouting

Ma torniamo al punto di partenza: il cantiere del sotto attraversamento del fiume Isarco. Questo è il lotto più meridionale della Galleria di Base del Brennero, del valore di 303 milioni di euro, la cui realizzazione è stata affidata al consorzio RTI Salini-Impregilo S.p.A., Strabag AG, Strabag S.p.A., Consorzio Integra e Collini Lavori S.p.A. Le opere di questo lotto collegheranno la galleria con la linea ferroviaria storica del Brennero e la stazione di Fortezza. Complessivamente saranno realizzati 4,5 km di gallerie principali e 1,2 km di gallerie di interconnessione con la linea ferroviaria esistente. «Solo qui abbiamo circa 350 persone al lavoro, impegnate nello scavo di quattro gallerie che saranno realizzate ad appena 5 metri dal letto del fiume. Questa copertura così bassa ha richiesto l’uso di tecniche non convenzionali, come il congelamento e il jet grouting. Consolideremo il terreno composto prevalentemente da sedimenti fluvio-glaciali non compatti, per far sì che la permeabilità dell’area venga sufficientemente ridotta» - spiega l’ingegnere Stefano Torresani, project manager del cantiere sull’Isarco, specificando che nell’ambito di questo lotto saranno sotto-attraversate l’autostrada del Brennero A22, la strada statale SS12, la linea ferroviaria esistente e lo stesso fiume. La fase attuale dei lavori vede in costruzione anche quattro pozzi dai quali verranno avviati gli scavi delle sezioni delle gallerie sotto il fiume: con un diametro di 35 metri, affonderanno nel terreno per 25 mt, profondità corrispondente alla quota base delle quattro gallerie. 

Poco più avanti si affaccia il brulicante cantiere di Mules 2 – 3, in cui sono all’opera circa 600 persone che nelle fasi di picco diventeranno più di 850. La sua realizzazione è stata affidata, per 993 milioni di euro, al raggruppamento costituito da Astaldi S.p.A., Ghella S.p.A., Oberosler Cav Pietro S.r.l., Cogeis S.p.A. e PAC S.p.A. Qui, nel giro di 7 anni, saranno scavati quasi 40 km di gallerie e circa 15 di cunicolo esplorativo, con la fermata di emergenza di Trens, la relativa galleria di accesso e i cunicoli trasversali. «Mules 2-3 è il più grande tra i cantieri italiani della BBT e si estende dal sotto-attraversamento dell’Isarco fino al confine di Stato. Entro la fine del 2023, considerando tutte le opere necessarie, saranno scavati ben 65 km di gallerie. Al momento abbiamo sei fronti di scavo aperti contemporaneamente, tre dei quali realizzati con esplosivo, altri tre con delle talpe meccaniche dette TBM Tunnel Boring Machine che scavano la roccia con una testa fresante rotante. Nel giro di dieci giorni da quando abbiamo attivato la prima fresa, abbiamo scavato circa 75 mt, con una media di 7,5 mt al giorno e contiamo di raddoppiare nel giro di un mese» - conferma l’ingegnere Stefano Fuoco, direttore dei lavori nel lotto Mules 2-3.

Il 50% delle aziende coinvolte sono altoatesine o tirolesi

Importanti ricadute economico-occupazionali

Ma a fare impressione sono i numeri: in totale, nei cantieri italiani lavorano più di 1.000 persone tra operai, tecnici specializzati, ingegneri, direttori di cantiere e geologi provenienti da 13 paesi europei che hanno già scavato 82 km di gallerie dei 230 previsti. Il costo dell’opera è di 8 miliardi e 400 milioni di euro e quasi il 50% degli appalti vede coinvolte ditte che hanno sede e lavorano stabilmente in Alto Adige e in Tirolo. «La Galleria sarà completata nel 2027 ma le ricadute economico-occupazionali sono evidenti già oggi – assicura l’amministratore Zurlo – Il know how richiesto è altissimo e molto variegato: dagli ingegneri civili ai geotecnici, dai laureati in legge agli esperti nel campo della comunicazione, dai geometri ai tecnici ambientali. Questa è un’opera straordinaria che dà la possibilità di fare grandi esperienze a tutti». Per questo, sono state attivate diverse iniziative di formazione nell’ambito dei progetti previsti dalla legge 107 della Buona Scuola e sono stati avviati protocolli di collaborazione e tirocinio con le più importanti università e scuole europee consentendo agli studenti di visitare il BBT per sviluppare tesi di laurea o di dottorato. Il tutto, con l’organizzazione di «open day» dedicati alla popolazione residente. L’ultimo, a settembre 2017, ha richiamato nei cantieri quasi 4.000 persone. 

Ma la Galleria Base del Brennero è un’assoluta novità – almeno per l’Italia – anche sul fronte dei costi: le previsioni d’investimento, infatti, sono state riviste al ribasso già due volte, con un risparmio già conseguito di circa 400 milioni euro (2017). Risorse pubbliche che ora potranno andare a finanziare altri progetti. E anche l’attenzione all’integrazione con il territorio è altissima: «abbiamo previsto misure di compensazione per 50 milioni di euro nei territori interessati. Intendiamo minimizzare i nostri impatti, facendo sentire la presenza dei nostri cantieri il meno possibile. Una volta terminata la costruzione della galleria qui tutto tornerà come prima e le opere realizzate adesso, a eccezione di un ponte, scompariranno» - rileva Zurlo.

Entro il 2027 la galleria sarà completata

Sul sito, inoltre, è possibile seguire in tempo quasi reale l’avanzamento dei lavori e per chi volesse vivere la straordinaria opera in prima persona, c’è la possibilità di percorrere virtualmente il tunnel grazie a un visore realizzato dalla startup altoatesina Realer disponibile presso l’infopoint BBT di Fortezza. Per tutti gli altri, l’appuntamento è tra 10 anni, nel 2027, quando la Galleria, una delle opere ingegneristiche più ambiziose e visionarie degli ultimi tempi, sarà realtà. 

 

Scheda

La storia 

1847: per la prima volta si parla di una galleria sotto il Passo del Brennero. A lanciare l’idea è l’ingegnere italiano Giovanni Qualizza; 

1971: il gruppo UIC (Union internationale des chemins de fer) dà l’incarico di avviare uno studio di fattibilità per una nuova ferrovia del Brennero con una galleria di base; 

1989: vengono elaborati tre studi di fattibilità che rappresentano la base per l'ulteriore progettazione della Galleria di Base del Brennero;

1994: l’Unione Europea inserisce il corridoio Berlino–Napoli nell’elenco dei progetti prioritari; 

1999: viene dato ufficialmente avvio alla progettazione preliminare che nel 2002 diventa definitiva;

2004: la Repubblica Italiana e la Repubblica d’Austria firmano l’accordo di Stato per la realizzazione di un tunnel ferroviario di base sull’asse del Brennero;

2007: partono i lavori di scavo in Italia;

2009: partono i lavori di scavo in Austria;

I numeri

64: i chilometri della galleria che collegherà Fortezza e Innsbruck, inclusa
la circonvallazione del capoluogo tirolese;

8 miliardi e 400 milioni di Euro: costo stimato complessivo dell’opera, per il 50% sostenuto dall’Unione Europea;

400 milioni di Euro: risorse risparmiate rispetto ai preventivi iniziali;

50 milioni di euro: risorse dedicate a opere di compensazione in Alto Adige;

2027: data di consegna dell’opera;

1.000: le maestranze altamente specializzate che sono impiegate sui cantieri; 

4: cantieri attivi, due in Italia e due in Austria;

4: gallerie laterali di accesso;

4,0 ‰ – 6,7 ‰: pendenza longitudinale prevista;

3: TBM Tunnel Boring Machine, macchine di ultima generazione utilizzate per gli scavi in Alto Adige;

3.800: visitatori che hanno partecipato all’Open Day di settembre 2017;

30%: traffico merci transalpino che al momento passa per il Brennero;