Innovazione

19 dicembre 2017Redazione

Cinquant'anni di innovazione sulle mitiche gobbe della Saslong

Vertical Snow in Val Gardena: per tre giorni imprenditori alla scoperta del Circo Bianco, tra gare, sciate con i campioni e festeggiamenti per le 50 candeline della Coppa del Mondo. Una storia di successo con un unico segreto: il territorio

Le Gobbe del Cammello sono una sequenza di tre dossi che i campioni di sci affrontano a una velocità superiore ai 100 chilometri orari. All’uscita, dopo un salto lungo fino a sessanta metri che toglie il fiato solo a vederlo, figurarsi a farlo, si possono raggiungere i 130 chilometri orari. Gli alberi carichi di neve sfrecciano negli occhi dello sciatore mentre il Sassolungo allunga la sua ombra sulla pista. Le Gobbe sono il cuore della Saslong. E la Saslong è il cuore della Val Gardena. Una volta, prima che Uli Spies decidesse di prenderle di petto, gli sciatori alle Gobbe ci giravano attorno. Troppa la paura di perdere il controllo. Innovazione è anche questa: scegliere la linea verticale, anche quando la prudenza ti suggerirebbe il contrario; farlo solo quando i materiali sono pronti a sorreggere la velocità, quando i muscoli sono pronti a dominarla.

(foto di Harald Wisthaler)

Ha appena compiuto 50 anni, la Saslong: dal 1967 una linea nel bosco traccia questa pista che dalle falde del Sasso Lungo scende giù verso Selva Val Gardena. Quasi 900 metri di dislivello, mito per generazioni di campioni che si sono sfidati nelle specialità della discesa libera e del SuperG. Cinquant’anni di innovazione nel mondo dello sci, cinquant’anni di Coppa del Mondo, ripercorsi durante «Vertical Snow», tre giorni di «Saslong experience» che, partendo da una visita guidata a NOI Techpark di Bolzano, ha accompagnato un gruppo imprenditori italiani, tedeschi e svizzeri, che nel corso dell’anno hanno conosciuto la Vertical Innovation alla scoperta del Circo Bianco.

 

L’occasione propizia è stata infatti offerta dalle gare di Coppa del Mondo del 15 e del 16 dicembre scorso che hanno celebrato, con una festa che ha coinvolto i maggiori campioni di ieri e di oggi, i 50 anni della Saslong. Un’occasione preziosa per vivere da protagonisti l’ospitalità altoatesina, l’organizzazione di un grande evento e ascoltare dalla viva voce dei campioni l’evoluzione di tecniche e materiali legati al mondo degli sci.

(foto di Harald Wisthaler)

Inizio del tour organizzato da IDM Alto Adige non poteva che essere NOI Techpark, la nuova casa dell’innovazione altoatesina che si ispira alla natura puntando su Green Tech, Food, Automation e Alpine Technologies. Da lì, dopo una visita ai laboratori degli enti di ricerca e alle aree dedicate a startup e imprese innovative, gli ospiti sono stati accompagnati in Val Gardena per un aperitivo verticale al mercatino di Selva. Il programma «sportivo», venerdì mattina, è iniziato con il botto con una sciata sotto la neve accompagnati da Isolde Kostner, campionessa che ha vinto in carriera ben 15 gare tra Libera e SuperG e Karl Mussner, allenatore della nazionale italiana. Un’esperienza da brividi, non solo per la temperatura, alla quale hanno partecipato anche altri ospiti d’eccezione di Vertical Snow: partner e clienti di SAP Business One, sponsor ufficiale della Coppa del Mondo in Val Gardena, e Nicola Rizzoli, designatore degli arbitri della Serie A, direttore di gara della finale della Coppa del Mondo del 2014 tra Germania e Argentina, volto noto a tutti gli amanti del calcio.

Un gruppo affiatato che non ha troppo faticato, anche per la compiacenza della campionessa, a sciare alle spalle di Isolde Kostner sulle piste tra Selva, il Sassolungo e Passo Sella. Un’occasione per testare e godersi l’ultima novità tecnologica della Val Gardena: la cabinovia del Piz Seteur realizzata da Leitner Ropeways  con la collaborazione di Pininfarina. Dieci sedili in pelle, eleganti e riscaldati, che invitano allo sci anche nelle giornate peggiori. «La Saslong ha una storia di passione, di intraprendenza, di tradizione che sposa l’innovazione. Sono caratteristiche che riscontriamo anche nei nostri partner e nelle aziende che scelgono SAP Business One: imprese che spesso hanno una ricca storia alle spalle e che non si adagiano sugli allori - commenta Pierluigi Magnani, Head of SAP Business One Southern Europe  - Vivere questo momento indimenticabile assieme a partner e clienti, i compagni di squadra con cui ogni giorno affrontiamo la nostra competizione, quella dell’innovazione di business, è stato ancor più importante». La sciata si è conclusa, scendendo a lato della Saslong, proprio alle Gobbe del Cammello per ammirare, dal punto più emozionante, la gara del SuperG vinta dal tedesco Josef Ferstl.

Verso sera, dopo le interviste e le premiazioni all’interno della SAP Business One - Saslounge – un elegante headquarter ad accesso riservato in cui conoscere da vicino i campioni e frequentato dalle maggiori aziende altoatesine e dai loro partner – è iniziata la festa per il 50 anni della Saslong. Una festa in diretta Rai che ha visto avvicendarsi sul palco montato al centro dell’arrivo campioni di ieri e di oggi alternati da emozionanti momenti di spettacolo. Tra esibizioni di danza folcloristica e moderna, tra le note del gardenese Giorgio Moroder e la lirica interpretata dai mezzosoprano Erika Mussner e Sabina Willeit, si sono raccontati  campioni come Franz Klammer, Michael Walchhofer, Harti Weirather, Stefan Eberharter, Karl Schranz, Werner Heel, Aksel Lund Svindal, Uli Spiess, Bernhard Russi, Gustav Thöni, Herbert Plank e anche Pirmin Zurbriggen.  Spazio anche per la tecnologia e la sua evoluzione che ha accompagnato la crescita del mito Saslong: impressionante l’evoluzione dei battipista della Prinoth, azienda nata in Val Gardena e ora parte del gruppo Leitner di Vipiteno, passati in 50 anni dalle dimensioni di una «Panda» a quelle gigantesche di oggi. Non è un caso che lo spettacolo pirotecnico che ha illuminato la Val Gardena abbia preso il via proprio da loro.

Sabato la replica, finalmente con uno splendido sole e sciate lungo tutta la valle, dalla Dantercepies al Seceda, utilizzando le infrastrutture aeree e sotterranee (come il trenino scavato nella roccia) che consentono di attraversare tutta la Gardena (e oltre) senza mai togliersi gli sci e riposandosi in rifugi d’alta quota che, davanti allo spettacolo mozzafiato delle Dolomiti innevate, offrono a turisti di tutte le nazionalità champagne e pesce fresco. Unico «neo» della Saslong Experience, la performance degli azzurri che anche nella libera del 16 dicembre, vinta dal gigante norvegese Svindall, non sono andati oltre il quinto posto con l’altoatesino Christoph Innerhofer. Delusione dolcemente mitigata alla SAP Business One - Saslounge parlando di affari guardando le gare fianco a fianco con le aziende presenti, da Sparkasse AG ad Alperia, da Rauch a Stiegel, da Rothoblaas a Prinoth. Presenti tra gli altri, anche il presidente di Assoimprenditori Alto Adige e patròn di Microtec, Federico Giudiceandrea e il presidente della Provincia Autonoma Arno Kompatscher.

«Con questa 50ima edizione della Coppa del mondo la Val Gardena entra nella leggenda. Un grande complimento a tutti coloro che hanno trasformato questa manifestazione in un immenso successo per la Ladinia e per la provincia tutta», ha detto. E di miracolo collettivo si può tranquillamente parlare. Un miracolo di organizzazione, che nei due giorni successivi ha traslocato in Badia, che è lo specchio della coesione di un territorio. Alla celebrazione dei 50 anni della Saslong hanno lavorato 500 volontari. E non è una questione di indotto. L’innovazione, a volte, parte dall’attaccamento alla propria terra.

(foto di Harald Wisthaler)

Scheda

Anche il trofeo è hi-tech

Il trofeo per l'edizione numero 50 della Coppa del Mondo FIS in Val Gardena è un gioiello di tecnologia applicata all'antica arte del legno tipica della Val Gardena. Merito della 3DWood, azienda consortile che sta innovando questo settore applicando le tecnologie digitali all'intaglio e alla scultura. Per il Südtirol Ski Trophy, che viene assegnato all’atleta che si aggiudica il più alto punteggio FIS durante le quattro gare di Val Gardena e Val Badia, è stata realizzata una scultura in legno del busto a grandezza naturale che verrà poi esposta nella Hall of Fame situata alla Baita Saslonch sulla pista della coppa del mondo. Così nella Hall of Fame della Baita Saslonch inaugurata l'11 dicembre, è stato esposto il busto in legno di Kjetil Jansrud, vincitore lo scorso anno del primo Südtirol Sky Trophy. Il vincitore 2018 è invece Aleksander Aamodt Kilde.