Imprese

10 ottobre 2018Enrico Albertini

La tecnologia al servizio dell’efficienza energetica: ecco i «Ponti» per un futuro green

Quarta edizione della piattaforma che mette insieme aziende ed esperti italiani, tedeschi e austriaci. Al NOI Techpark la prima community energetica intelligente del nostro Paese

Da un lato Kofler Energies, una delle più importanti ESCo (Energy Service Company) tedesche: in Germania ha dieci sedi e quartier generale a Berlino. Dall’altro Syneco, azienda altoatesina che opera con imprese e enti pubblici fornendo loro soluzioni e consulenza per l’efficientamento energetico. Due realtà, un unico progetto di espansione in Italia. Tanto che Kofler ha aperto una sede nel cuore innovativo dell’Alto Adige, il NOI Techpark di Bolzano. Ma dov’è nato il loro progetto comune? Nel 2016 a Merano, nel corso della terza edizione di PONTI.  «Per noi è stato molto importante aprire la nostra sede italiana al NOI Techpark – spiega Nikolaus Widmann, Ad di Kofler Energies –  perché qui possiamo lavorare in un ambiente dove si è creato un grande know how in ambito energia e innovazione e che rispecchia il nostro spirito di lavorare: dinamico e innovativo. Siamo qui in contatto con altre realtà innovative del settore, startup e centri di ricerca: l’Italia è molto interessante per noi come mercato per servizi energetici, e l’Alto Adige è un posto strategico per noi, perché rappresenta un ponte tra Nord e Sud d’Europa». La piattaforma d’incontro tra imprenditori ed esperti del settore che ha appena visto concludersi la quarta edizione, il 4-5 ottobre 2018 proprio nel parco tecnologico del capoluogo altoatesino, è quindi un esempio che vale più di molte parole: i «ponti» infatti non sono solo metaforici, ma in questo caso si creano realmente fra le aziende invitate da IDM Südtirol Alto Adige. All’appuntamento hanno risposto in primis le imprese italiane, con in testa i «padroni di casa» altoatesini, che si sono trovate a confronto con realtà simili di Austria e Germania, ossia con quei territori che hanno nel loro Dna il rispetto e il corretto utilizzo delle risorse energetiche.

Per fotografare la realtà altoatesina che ha ospitato l’evento dedicato all’energia sostenibile sono sufficienti alcuni dati. Ad esempio quelli delle politiche sulla sostenibilità che hanno portato il tasso di copertura del fabbisogno energetico grazie a fonti rinnovabili al 61,36% (la media italiana è del 17,10%, quella austriaca del 31,40%). Il territorio altoatesino però è all’avanguardia anche nel campo dell’energia idroelettrica o in quello della biomassa, con il legno sempre più utilizzato come forza pulita per riscaldare le case. Importanti investimenti inoltre sono stati fatti sullo sharing e su tutto ciò che possa fornire una mobilità (e uno stile di vita) sempre più sostenibile. La strada, in Alto Adige, è segnata ma bisogna proseguire: verso il traguardo ci sono infatti gli obiettivi posti dalla strategia del piano clima Energia Alto Adige 2050. Ovvero arrivare ad avere meno di 1,5 tonnellate pro capite l’anno di emissioni di Co2 e coprire così il 90% del fabbisogno con energie rinnovabili. Obiettivi ambiziosi ma raggiungibili.

Da consumer a prosumer: la smart energy community del NOI

Altro esempio virtuoso di collaborazione energetica riguarda proprio il parco tecnologico di Bolzano Sud.  Dove da qualche mese è attiva la prima community energetica intelligente, una realtà in cui singole utenze effettuano scelte comuni per soddisfare il proprio fabbisogno energetico, massimizzando i benefici e ottimizzando il flusso di gestione. Il progetto fa capo ad Alperia, terzo produttore italiano di energie rinnovabili con sede a Bolzano, e alla startup italiana Regalgrid Europe, leader nel settore della digital energy con servizi innovativi dedicati a privati, aziende e comunità di produttori e consumatori di energia. Le due società hanno sottoscritto un accordo quadro di collaborazione che si bassa proprio sulla costituzione di una smart energy community che consente al consumatore di evolversi e di diventare “prosumer”, ovvero colui che non si limita a consumare ma partecipa attivamente alle diverse fasi del processo produttivo. Come? Punto centrale del progetto è un’esclusiva piattaforma proprietaria, brevettata, che mette l’utente in condizione di poter monitorare e ottimizzare l’energia prodotta e consumata sia a livello di singola utenza che di comunità.

Qualcosa di simile è stato già fatto nel Nord Europa, in Svezia, Germania, Danimarca, Regno Unito e Francia, ma in Italia le potenzialità sono ancora tutte da esplorare. Si pensi che secondo una simulazione realizzata da The European House - Ambrosetti partendo dai dati del Politecnico di Milano che individuano un potenziale teorico di quasi 500.000 comunità energetiche in Italia, il nostro Paese potrebbe – con scenari prudenziali di penetrazione delle energy community tra il 5% e il 15% - ridurre le emissioni di CO2 dai 3,6 fino agli 11 milioni di tonnellate all’anno, avendo risparmi economici tra i 2 e i 6 miliardi di euro all’anno e ottenendo un contributo rilevante per il raggiungimento degli obiettivi di risparmio energetico.

I temi dell’edizione 2018

Dall’uso di sensori che raccolgono i dati con cui monitorare i processi industriali all’immagazzinamento dell’energia elettrica: la digitalizzazione contribuisce in molti modi alla crescita dell’efficienza energetica nei processi produttivi. Conoscere i vantaggi della digitalizzazione in un campo rilevante come quello dell’efficienza energetica è fondamentale per la competitività delle aziende. «Questo aspetto, infatti, influisce sull’impronta ecologica e sui costi di produzione non solo delle grandi aziende, ma anche delle piccole e medie imprese. Ecco perché la quarta edizione di PONTI che promuove l’Alto Adige come punto di riferimento per la ricerca e lo sviluppo nel settore energetico, uno degli ambiti di eccellenza del nostro territorio, è dedicata a questo tema», commenta Hubert Hofer, direttore del dipartimento Development di IDM.
Attorno al tema delle tecnologie digitali si è svolta buona parte dell’evento. Dal loro utilizzo – per Corinna Kammerer di Fujitsu Deutschland ad esempio sono i collaboratori ad avere un ruolo chiave nell’efficienza energetica delle aziende – al cambiamento che queste tecnologie apportano: «L’accordo sul clima di Parigi ci consente di andare a rispondere ad una domanda: come cambia la gestione delle risorse, in particolare quella energetica, nel quadro dello sviluppo dell’industria 4.0, dell’Internet of Things, in generale tutto ciò che riguarda l’Ict ?», riflette Dario Di Santo, managing director della Federazione Italiana per l’uso razionale dell’energia. «Su questa e altre questioni ci siamo soffermati a PONTI, cercando di mettere in evidenza alcuni punti chiave. Primo tra tutti, il tema della di sostenibilità da cui dipende il futuro di tutti noi. Questa esigenza comporterà il completo cambiamento del nostro modo di produrre, di pensare prodotti e servizi, con il conseguente bisogno di una rivoluzione interna alle imprese».

Ma su cosa si baserà il cambiamento? «Sullo sviluppo di nuove competenze – conclude Di Santo – sulla creazione di community e sulla capacità di coinvolgere tutte le funzioni aziendali nello sviluppo del business. Fondamentale sarà l’utilizzo delle nuove tecnologie: l’intelligenza artificiale, la robotizzazione, il deep learning. Andremo incontro a tanti cambiamenti ma il risultato sarà utile a tutti quanti». Ma al di là degli scenari disegnati nel corso dell’evento, ancora una volta ad essere fondamentale è stata la formula stessa di PONTI, quella dell’incontro. Mettendo assieme aggiornamenti, colloqui con esperti, meeting B2B, supportati quest’anno dai progetti europei Enterprise Europe Network e FESR greenKIS, i partecipanti hanno potuto infatti co0nfrontarsi con altri produttori di tecnologia, prestatori di servizi, investitori e grandi consumatori di energia. «In questo modo abbiamo messo a disposizione delle aziende altoatesine la possibilità concreta e immediata di creare dei ponti tra la propria azienda e dei possibili partner commerciali o tecnologici», osservano Stefano Dal Savio e Petra Seppi, responsabili dell’Ecosystem Energy & Environment e del reparto Business Location di IDM che hanno organizzato la manifestazione. E i ponti che si creano cementificano il legame fra realtà di provenienza diverse ma con un unico denominatore comune: utilizzare al meglio le risorse che ci sono sulla terra. Sono tante, ma non inesauribili.

Scheda

Il buon esempio altoatesino

A certificarlo è il rapporto sui Comuni Rinnovabili 2018 di Legambiente: in provincia di Bolzano ogni Comune possiede almeno un impianto di produzione di energia da fonte rinnovabile. E ben nove municipalità si sono meritate la palma del «100% rinnovabile»: Marebbe, Stelvio, Naz-Sciaves, Val di Vizze, Funes, Senales, Campo di Trens, Prato allo Stelvio, Racines.

Ottimi i risultati anche se confrontati con il vicino Trentino: la maggior potenza da fonti rinnovabili installata nella regione è presente nella provincia di Bolzano con 1.967,1 MW complessivi, mentre Trento ha una capacità installata da fonti rinnovabili di 1.791,9 MW. In termini di produzione di energia è sempre la Provincia Autonoma di Bolzano (6.121,7 GWh/anno) a fornire il maggior contributo da fonti rinnovabili, con idroelettrico a giocare il ruolo da protagonista con 5.535,5 Gwh/anno.