Sport

21 settembre 2017Johanna Roellecke

Vonn, Hirscher, Julio Cesar: così nascono i guanti dei campioni

Da ottant'anni Reusch protegge le mani degli sportivi. Ricerca e sviluppo per continuare ad innovarsi. E a Bolzano apre una nuova sede

Siamo sinceri: voi sapete cos’è il Primaloft, il TecFill, oppure il R-TEX XT? No? Neanche noi, ma dopo una visita a Reusch International AG a Bolzano sappiamo che questi sono gli ingredienti fondamentali per far sì che i guanti di Reusch ci tengano le mani calde d’inverno, quando nevica, ma anche quando le temperature scendono ben al di sotto dello zero.

Reusch, ottant’anni di esperienza

Reusch produce guanti da ormai più di 80 anni, inizialmente a Reutlingen in Baden-Württemberg (Land posto nel versante sud-occidentale della Germania) e nel corso degli anni si è sempre più internazionalizzata. Grazie all’esperienza pluriennale nel settore, al know-how consolidato e all’alta specializzazione, oggi l’azienda è leader nella produzione di guanti da sci, sci di fondo, snowboard e alpinismo (d’inverno) e sul mercato per guanti da portiere, nel calcio, tutta la stagione. Ma come si sopravvive da azienda specialista di nicchia tra i grandi generalisti? La soluzione sembra semplice: «Ogni singolo membro dello staff di Reusch si occupa di guanti, giorno e notte — spiega il ceo di Reusch International, Erich Weitzmann —. In più abbiamo ben 8 collaboratori impegnati esclusivamente nell’ambito dello sviluppo. Dai nostri concorrenti, invece, questo numero è nettamente inferiore, perché per loro il settore dei guanti è solo una fonte di reddito marginale». Questo però, come sottolinea Weitzmann, è vero soltanto per quanto riguarda il mercato invernale, mentre per il calcio la Reusch deve misurarsi con giganti come Nike, Adidas e Puma.

«Noi siamo specialisti di nicchia, ma per tanti dei nostri concorrenti il mercato dei guanto è una fonte di reddito marginale»

Erich Weitzmann è uno degli motivi per cui Reusch ha deciso di trasferire la propria sede a Bolzano. Negli anni ’50 dello scorso secolo Erich Weitzmann senior, il nonno dell’attuale ceo di Reusch, aveva fondato una società commerciale a Bolzano la quale — portata avanti dal figlio del fondatore, Stefan Weitzmann — dall’inizio degli anni ’90 è diventata distributore ufficiale di Reusch in Italia. All’epoca Reusch si è trovata in difficoltà e l’azienda è stata venduta ad una holding inglese. In un primo momento la Weitzmann AG come distributore partner per l’Italia venne cacciata per poi essere coinvolta nuovamente. Insomma, è stato un tira e molla continuo in tempi difficili. Poi nel 2001 un altro colpo per Reusch: per la seconda volta l’azienda dovette essere venduta. Per impedire la svendita del marchio salì a bordo un gruppo di vecchi distributori partner, e tra loro anche Weitzmann stesso con una quota di 20%. Con il tempo la sua partecipazione è sempre più cresciuta e dal 2016 la famiglia Weitzmann è di nuovo l’unico azionista di Reusch International. 

Un bolzanino sceglie Bolzano

Qui entra in gioco anche Erich Weitzmann jr., che ormai da diversi anni è attivamente coinvolto nella gestione dell’azienda famigliare. Ed è proprio lui che ha preso una decisione che di primo acchito potrebbe sembrare rischiosa: dopo lo spostamento della produzione a Bolzano nel 2009, lo scorso giugno è stata trasferita nel capoluogo altoatesino anche la sede dell’azienda. Alla richiesta dei motivi del trasferimento, Weitzmann sorride: «Venire in Italia da un’azienda tedesca…. per forza si deve trattare di una questione di cuore». Lui stesso è cresciuto a Bolzano e conosce la città e i suoi dintorni come le proprie tasche. Quindi lo sa: Bolzano è situata al centro delle Alpi e Monaco di Baviera, Salisburgo e Milano così come anche la Svizzera si trovano a pochi passi da lì. Senz’altro una location strategica per coprire l’intero arco alpino.

Con le montagne nel Dna la Reusch ha trovato in Alto Adige il suo «habitat naturale»

«Nel tempo Iibero i nostri collaboratori sono sempre fuori e possono vivere i nostri prodotti direttamente sulle piste — dice il ceo —. Qui in Alto Adige possiamo attingere a un bacino di personale giovane e motivato che si identifica con il marchio». E così è stato formato un team internazionale che da Bolzano gestisce tutti gli affari di Reusch International, comprese le filiali a Milano e a Reutlingen. In queste ultime si trovano ancora dei magazzini e da lì si mantiene il contatto diretto con i clienti. In tutto sono 55 i collaboratori dell’azienda, di cui 20 a Bolzano (in più circa 50 venditori affiliati).

Ogni dettaglio sotto controllo

Da Reusch la qualità sta sempre al centro. «Siamo specializzati in guanti e questo ci permette di curare ogni dettaglio — spiega Weitzmann —. Inoltre, investiamo tantissimo nello sviluppo». La collezione per la quale ora stanno per iniziare i lavori arriverà nei negozi solo in autunno 2019. Prima della vendita del prodotto, quindi, c’è l’idea, lo sviluppo e il design, i prototipi, i test di materiali, le correzioni, la produzione e la presentazione ai venditori. Programmare con anticipo fa parte del business. Nel caso di Reusch, persino con molto anticipo: «La grande sfida — spiega il ceo di Reusch — è quella di tenere vive le linee di produzione nell’est Asiatico e, inoltre, di assicurarsi che tutti gli standard di qualità vengano rispettati». Perché è questo il punto di forza dell’azienda…

Ricerca e sviluppo insieme agli atleti di alto livello

….questo e la sua forte presenza nello sport di alto livello. È infatti la stretta collaborazione con atleti top lo strumento di marketing centrale della specialista di guanti. Quasi tutti i nomi più importanti degli sport invernali portano i guanti di Reusch, tra di loro anche Henrik Kristoffersen, Mikaela Shiffrin, Marcel Hirscher, Lindsey Vonn, Lara Gut, Alexis Pinturault e Anna Veith (per menzionarne solo alcuni). Ed è per questo che l’azienda ormai da anni lavora insieme alle federazioni sciistiche in Austria, Svizzera, Norvegia, Francia, Usa, Slovenia e Lichtenstein. Un canale privilegiato per accedere al mondo degli sport invernali che nel passato ha permesso all’azienda di superare anche i momenti più difficili. «Nel 2006 ad esempio abbiamo avuto un inverno disastroso e i media hanno iniziato a fare congetture sul fatto che non sarebbe mai più tornata la stagione bianca» ricorda il bolzanino Weitzmann. Alla fine è stato possibile uscire da questa crisi grazie a figure di grande effetto pubblicitario come Hermann Maier, Stephan Eberharter o Benjamin Raich. «E dopotutto, l’inverno non è ancora sparito» sorride il ceo.

Da Henrik Kristoffersen, Mikaela Shiffrin o Marcel Hirscher a Lindsey Vonn, Lara Gut, Alexis Pinturault e Anna Veith: tutti gli atleti migliori portano guanti Reusch

Ma la stretta collaborazione con il mondo dello sport comporta anche un altro vantaggio fondamentale: «Sembra una frase fatta, ma è vera: attraverso lo scambio e la collaborazione con atleti di alto livello i nostri prodotti continuano a migliorare» spiega Weitzmann. Non è raro che l’azienda riceva input dagli sportivi: perché non provate questo? Come potremmo risolvere quello o quell’altro problema? «Tanti di questi suggerimenti non hanno esiti concreti ma spesso portano alla maturazione di nuove idee» continua il ceo di Reusch. Oppure, come nel caso della muffola, al rilancio di idee vecchie, grazie alla star americana dello sci, Bode Miller. «Quando abbiamo visto Bode per la prima volta indossava un antichissimo modello di muffola della Reusch che da tempo ormai non era più sul mercato» racconta Weitzmann. Al giovane e ambizioso Miller è stato offerto un modello Reusch più recente ma lui non ne voleva sapere. «Miller si rifiutava di cambiare — continua il ceo — anche se all’epoca nessuno nell’ambito dello sci alpino portava più le muffole. In seguito abbiamo lanciato un nuovo modello di muffola, Miller è stato contento e tanti altri sciatori hanno seguito il suo esempio».

Il mercato conteso del calcio

Sul mercato del calcio, come ammette Weitzmann, la Reusch non è presente come lo è negli sport invernali. Ciononostante, nella Serie A italiana in ogni stagione ben 8 o 9 portieri titolari portano guanti Reusch. E anche la Champions League — grazie ai due brasiliani Dida (Milan) e Julio Cesar (Inter), che hanno giocato per una squadra milanese — negli ultimi 15 anni è stata «vinta» ben 3 volte. Senza dubbio, il mercato del calcio è più competitivo rispetto a quello dello sci, ma ha comunque i suoi vantaggi: «Il calcio si gioca tutto l’anno e in tutto il mondo. Noi vendiamo i nostri guanti quindi anche in Sudamerica» spiega il bolzanino.

Quindi i guanti da portiere coprono circa il 40% del fatturato di Reusch International. «Minore è questa quota meglio è» sorride Weitzmann. La spiegazione è facile: mentre il volume d’affari d’estate è in gran parte stabile, d’inverno è soggetto a enormi fluttuazioni. «Quando la quota di fatturato dalle vendite invernali è alta — continua il ceo — per noi è stato un buon anno d’esercizio». Alla domanda come vede il futuro dell’azienda, Weitzmann rimane sul vago. Ci saranno nuovi materiali, certo, e anche nuove idee (come ad esempio il guanto con chiusura automatica per alpinisti e freerider), ma principalmente Reusch si concentrerà sul perfezionamento dei prodotti esistenti. «Continueremo a specializzarci sempre di più — conclude Weitzmann—. Stiamo lavorando sullo sviluppo di un guanto da portiere super leggero. Nello sci alpino, invece, il trend va verso una sempre più forte attenzione alla sicurezza abbinata a una sempre maggiore flessibilità». 

Scheda

Reusch in numeri

0,4 Meno dello 0,4% dei guanti Reusch è difettoso. «Il venditore è tranquillo, perché sa che questi guanti non saranno restituiti» dice Erich Weitzmann.

2 Sono gli anni che passano dalla prima idea per un nuovo guanto all’uscita ufficiale sul mercato. 

55 La Reusch conta 55 collaboratori (più 50 nell’ambito delle vendite). 

60 Sono 60 i paesi in cui l’azienda vende i suoi prodotti.

60 Il 60% del fatturato annuale della Reusch proviene dalle vendite di prodotti invernali, mentre l’altro 40% arriva dalla vendita di guanti da portiere.

1934 Nel 1934 la Reusch viene fondata a Metzingen in Baden-Württemberg. Più tardi si trasferisce a Reutlingen.

2017 Nel 2017 l’azienda diventa altoatesina. Da giugno di quest’anno la Reusch International AG ha sede a Bolzano.