Scenari

18 aprile 2018Stefano Voltolini

Edilizia, la nuova sfida green: nasce la casa che rigenera l'ambiente

L'International Living Future Institute di Seattle sceglie NOI Techpark di Bolzano come sede europea per promuovere elevati standard di sostenibilità

«Doing more good, not less bad». Fare “più bene”, non “meno male”. Applicando il motto in tema di sostenibilità ambientale, vuol dire aiutare il pianeta a rigenerarsi e non limitarsi a consumare – solo con minore velocità – le proprie risorse. Il ragionamento si declina benissimo nell’edilizia secondo l’esempio di Ilfi, l’International Living Future Institute, l’organizzazione non governativa nata a Seattle che dal 2006 promuove il Living Building Challenge. Si tratta, in questo caso, del più rigoroso e avanzato standard di certificazione di sostenibilità che si applica all’ambiente costruito, inteso in tutte le sue forme e componenti. Partendo dagli edifici, quindi, che diventano non solo autosufficienti ma capaci di generare un effetto positivo sull’ecosistema. Come binomio vincente, Ilfi ha scelto come sede europea l’Alto Adige – territorio di cerniera, da tempo diventato modello nel green – e in particolare il NOI Techpark, il parco tecnologico che a sua volta è certificato Leed Gold, altro marchio per il valore ambientale. Da qui l’istituto statunitense (che si è insediato in forma di tech company) può irradiare i progetti a livello europeo dialogando con il circuito della ricerca e delle imprese locali e partecipando alle iniziative in corso, fra cui il progetto europeo Restore coordinato da Eurac research.

La missione di Ilfi: da Seattle all'Alto Adige

«Costruire un mondo votato all’ecologia e rigenerante per tutte le persone». L’International Living Future Institute si propone di contrastare, attraverso «i principi della giustizia sociale e ambientale», il cambiamento climatico promuovendo contesti urbani liberi dalle energie fossili. Il Living Building Challenge, «il più rigoroso standard dell’edilizia verde», assieme a molti altri programmi dell’associazione non profit contribuisce a sviluppare «una cornice green per la vita nel 21esimo secolo».

Oltre 400 progetti registrati in tutto il mondo

Non è un caso che l’istituto sia nato a Seattle, città all’avanguardia sui temi ambientali e capoluogo di un territorio dotato di un enorme “capitale biologico naturale”, fatto di acque, foreste, montagne (la regione è nota come Cascadia, ovvero Northwest United States and Southwest Canada). Ilfi è ospitato nel Bullitt Center (“the greenest commercial building in the world”), edificio certificato LBC, quindi pienamente autosufficiente e a impatto ambientale positivo, costruito dalla Bullitt Foundation, la fondazione di cui è presidente Denis Hayes, inventore nel 1970 della Giornata della Terra diffusa in 141nazioni. Attualmente nel campo edilizio i progetti registrati sono più di 400, di cui più di 70 certificati. Sono in tutti i Paesi, dagli Stati Uniti – Stato di Washington, Hawai, California – fino a Nuova Zelanda e Australia. In Europa ci sono progetti in corso in Spagna, Francia, Irlanda, Olanda, Romania e Regno Unito, dove è appena stato inaugurato il centro visitatori di un parco naturale nel Lancashire, in attesa di ricevere la certificazione LBC. Per l’Italia il primo progetto – una villetta residenziale per una famiglia di 5 persone – è appena stato completato a Arco, nella regione Trentino Alto Adige.

Spazi che fanno bene al pianeta

Produrre più energia di quanta se ne consuma

Ma cosa vuol dire nel concreto un edificio LBC, una struttura che può essere certificata come tale solo dopo una verifica di almeno 12 mesi dopo l’inizio dell’occupazione? Lo spiega Carlo Battisti, direttore ad interim di Living Future Europe e rappresentante di Ilfi nel parco tecnologico. «Un edificio che ottiene il marchio LBC – afferma –, rilasciato solo dopo aver monitorato ad esempio che per un anno il bilancio energetico complessivo, con utilizzo di fonti esclusivamente rinnovabili, sia nullo o positivo, è autonomo dal punto di vista dell’utilizzo delle risorse. Il Bullitt Center a Seattle ad esempio produce più energia di quella che consuma tramite geotermia, con sonde fino a una profondità di 130 metri e pompe di calore, e un impianto fotovoltaico sulla copertura. E non è collegato ad acquedotto e fognature, ma riutilizza l’acqua piovana, mentre le toilette sono del tipo a compostaggio». Battisti sottolinea l’impatto positivo sull’ambiente. A costi che, valutando tutta la vita dell’edificio, quindi non solo le spese di costruzione, vengono presto recuperati. «Le tecnologie sono ancora innovative e si ripagano velocemente, e oltre a ciò va considerato che con il progredire dell’innovazione cala velocemente anche il prezzo delle tecnologie stesse. Ma l’aspetto più importante è che tali edifici recuperano un rapporto armonico con la natura. Lo spazio costruito non è più staccato dal contesto. Sfrutta l’apporto solare, la luce del giorno, la ventilazione, i materiali locali». Il modello perseguito da Ilfi rappresenta secondo Battisti «il cambiamento di paradigma indispensabile per invertire la tendenza del riscaldamento globale». «È necessario andare oltre, non limitarsi a ridurre le emissioni di gas climalteranti e il consumo di risorse ma iniziare a creare effetti benefici per le persone, l’ambiente, per il pianeta nella sua globalità. Do more good, not less bad, come si dice in inglese».

Dal NOI per tutta Europa

Obiettivo creare «condizioni per il cambiamento culturale italiano ed europeo»

Diffondere le buone pratiche quindi. L’insediamento dell’istituto al NOI ha diverse finalità. «L’istituto insedia a Bolzano la propria sede italiana, con l’ambizione che diventi di riferimento europeo» continua Battisti. «Da Bolzano – racconta – si possono far partire i progetti, promuovere le certificazioni del programma LBC, così come l’etichetta per la trasparenza per i prodotti per l’edilizia(Declare), che attesta che i materiali non contengano sostanze tossiche. Dal capoluogo altoatesino è possibile «creare le condizioni per il cambiamento culturale italiano ed europeo, coinvolgendo progettisti, aziende, committenti, quindi tutta la filiera».

(foto: Ivo Corrà)

Alto Adige, terreno fertile

E perché partire dalla provincia di Bolzano, che è già un territorio vocato alla sostenibilità ambientale, dove opera il marchio CasaClima?«Proprio perché qui c’è una cultura della sostenibilità leader in Italia queste idee qui possono attecchire» prosegue il consulente e project manager. «Si può andare alla radice del problema e provocare dei cambiamenti sostanziali». Del resto, la provincia è «una delle 20 regioni più avanzate e ponte verso l’Europa, in virtù del trilinguismo, e pienamente in sintonia con i principi di LBC che sono giustizia sociale, ricchezza culturale e rigenerazione ambientale».

Scelta corretta dunque. «Siamo nel luogo giusto – conclude Battisti – per dialogare anche con i Paesi dell’area tedesca che sono già avanzati sulla sostenibilità applicata all’edilizia. E inoltre ci inseriamo in tutta la rete locale dell’innovazione fatta di aziende, centri di ricerca, soggetti pubblici e privati. Partendo anche dal progetto Restore, finanziato da fondi Ue, che coinvolge Eurac Research e più di 140 ricercatori in 39 nazioni. Insomma, da qui si può dare un contributo concreto per il benessere del pianeta».

Scheda

I progetti nel mondo

L’International Living Future Institute (Ilfi) è un’organizzazione non governativa statunitense che dal 2006 promuove il Living Building Challenge, «il più rigoroso standard dell’edilizia verde», assieme a diversi altri programmi ed etichette per la sostenibilità ambientale. Nata a Seattle, l’organizzazione non profit vede attualmente circa 400 progetti di edifici registrati nel mondo, di cui più di 70 hanno già ottenuto la certificazione LBC (rilasciata con una verifica di almeno 12 mesi sui consumi effettivi). Progetti sono in corso in Usa, Australia, Nuova Zelanda, Cina, Spagna, Francia, Regno Unito, Olanda, Medio Oriente, Sudamerica. Il primo in Italia è a Arco, nella regione Trentino Alto Adige.

Ilfi ha scelto come sede europea la provincia di Bolzano e in particolare il NOI Techpark, il parco tecnologico green (già certificato Leed Gold) per l’innovazione altoatesina. Ilfi Europe – l’istituto è stato ammesso dalla commissione del NOI e si insedia nella forma della tech company – valorizzerà il network creato nel continente per il cambio necessario a invertire l’effetto del riscaldamento globale, in armonia con la strategia ambientale ed energetica Ue per il 2020-2030 e con le direttive su efficienza e edilizia green in un mercato unico di 500 milioni di persone.

Le attività al NOI

“Ilfi Europe” svolgerà numerose attività che si irradieranno dal NOI:

·      connettere l’istituto al mercato europeo

·      promuovere lo standard ad un livello nazionale e continentale

·      promuovere i servizi e le etichette (come Declare) di Ilfi

·      supportare la casa madre nel coordinamento delle collaborazioni in Europa

·      sviluppare progetti rilevanti per il mercato continentale

·      sensibilizzazione e formazione (corsi, workshop)

·      consulenza e supporto per i progetti LBC e certificazioni per progettisti e aziende

·      impulso a possibili partnership con organizzazioni in sintonia con i principi LBC

·      partecipazione all’azione europea Restore guidata da Eurac Research di Bolzano (2017-2021)

·      ricerca di opportunità per la ricerca e sviluppo e fondi a livello locale, nazionale ed europeo