Innovazione

31 agosto 2018Silvia Pagliuca

Alpine Safety e biodiversità: l’innovazione altoatesina «sbanca» il premio Euregio

Hannes Schuler, Matthias Moroder, Chiara Morstabilini e Anna Zorzi premiati ad Alpbach

Gli insetti di specie invasive, come la mosca americana del ciliegio e la mosca del noce, si stanno diffondendo in Europa? In che modo? E quali sono gli effetti di questa invasione? Se l’è chiesto Hannes Schuler, ricercatore di Genomica funzionale e biologia molecolare del Centro di Sperimentazione Laimburg, che con questa indagine è salito sul gradino più alto del premio Euregio per giovani ricercatori conferito nell’ambito delle Giornate del Tirolo 2018 tenutesi ad Alpbach tra il 17 e il 19 agosto scorsi. Un’occasione durante la quale l’Alto Adige ha messo insieme la sua duplice identità di territorio di confine e di innovazione, facendo il pieno di riconoscimenti. A partire da quello di Schuler. Il premio quest’anno era dedicato a «Pericoli naturali e sfide climatiche». Un tema di straordinaria attualità che richiede una forte cooperazione transfrontaliera nella pianificazione territoriale e nella prevenzione. Per questo, ai ricercatori under 35 operanti nell’euroregione è stato chiesto di condividere gli studi svolti nei settori «Pericoli naturali e biodiversità», «Pericoli naturali, governance e comunicazione» e «Pericoli naturali e misure/opere di protezione» per capire se i sistemi di gestione attualmente in uso sono sufficientemente efficaci per le sfide climatiche future e come è possibile migliorarli.

Schuler, in particolare, ha dedicato la sua ricerca alla diffusione in Europa degli insetti di specie invasive come la mosca americana del ciliegio e la mosca del noce. Lo studio affonda le sue radici a Vienna, presso la Facoltà di Ingegneria agraria dell’Università, e nell’Indiana (USA), all’Università di Notre Dame, per poi proseguire a Bolzano, dove il ricercatore ha portato avanti le sue ricerche nel Centro Laimburg, concentrandosi, tra gli altri, sugli scopazzi del melo. «Per l’Alto Adige, quello dei moscerini della frutta, è un tema molto importante – spiega Schuler - La mosca del noce è già diffusamente presente in provincia, mentre quella del ciliegio, pur non avendo ancora raggiunto questo territorio, è già stata segnalata in Piemonte. Una conoscenza più approfondita della biologia dell’insetto e dei suoi antagonisti batterici potrebbe contribuire a elaborare in tempo utile una valida ed efficace strategia di difesa».

Ma non finisce qui. Ad Alpbach, per la prima volta, la giuria ha assegnato un premio ai giovani innovatori e l’Alto Adige ha guadagnato la pole position con Matthias Moroder e la sua FlyingBasket di Ortisei. Moroder ha sviluppato un “multicottero” a drone comandato a distanza, di 160 chili più leggero rispetto a un normale elicottero, che può essere impiegato per realizzare ponti aerei in operazioni di protezione civile o per ricognizioni di tipo geologico. Al secondo e terzo posto, invece, si sono classificate Chiara Morstabilini e Nadia Zorzi del Maccaferri Innovation Center di Bolzano, realtà leader mondiale nelle strutture di sostegno in gabbioni e nelle soluzioni innovative nel campo dell’ingegneria civile, geotecnica e mineraria. Morstabilini e Zorzi sono state premiate per aver sviluppato rispettivamente un manufatto innovativo che contrasta gli effetti dannosi delle colate di detriti e una piattaforma web a libero accesso per il supporto alla progettazione e alla valutazione di infrastrutture verdi in ambito fluviale in Alto Adige. Tutte e tre le realtà fanno parte Ecosystem Sports & Alpine Safety di IDM Südtirol - Alto Adige al NOI Techpark, dimostrando come intorno al parco tecnologico di Bolzano si materializzi una capacità d'innovazione nell’ambito di gestione del dissesto idrogeologico estremamente avanzata, contribuendo, attraverso la creazione di una rete strategica tra gli operatori dell’Alpine Technology, allo sviluppo sostenibile della location economica altoatesina. In una regione alpina come l’Alto Adige la popolazione è costantemente esposta a vari pericoli naturali. Valanghe, inondazioni, caduta di massi e condizioni meteorologiche estreme hanno richiesto lo sviluppo di competenze specifiche nella gestione di tali pericoli naturali sul territorio provinciale. In Alto Adige le conoscenze in questo settore vengono tramandate da generazioni e oggi lo sviluppo continuo delle competenze in ambito alpino è garantito da nuove tecnologie e approcci innovativi. Ecco il sito di Alpine Expert per approfondire il tema. 

Il secondo premio nel campo della ricerca, invece, è stato assegnato ad Adrian Lindermuth dell’Università di Innsbruck per lo studio della capacità di ritenzione del bacino del fiume Inn in Tirolo, mentre il terzo premio è andato a Karolina Sakowska, sempre dell’Università di Innsbruck, per una ricerca sui possibili effetti positivi che potrebbero avere le piante di colore chiaro sulla riduzione dell’effetto serra. Infine, sono arrivati riconoscimenti per Lorenzo Tonina dell’Università di Padova e, in casa altoatesina, per Jessica Balest dell’Eurac Research e per Thomas Niederkofler dell’Università di Bolzano. I premi dell’iniziativa transfrontaliera promossa dalle Camere di Commercio dell’Euregio hanno avuto un valore di 2.000 euro per il primo classificato e di 1.000 e 500 euro per il secondo e il terzo classificato.

(foto copyright VZL)