Opportunità

15 febbraio 2018Stefano Voltolini

«Out of the Lab», quando la scienza diventa pop

Ciclo di incontri al NOI Techpark di Bolzano: dodici giovani ricercatori diventano storyteller delle proprie esperienze

Tutto è partito dall’idea di due ricercatori che per primi hanno sentito l’esigenza di raccontare le proprie storie ed esperienze, mettendole a beneficio di tutti i cittadini. Spezzando così la separazione tra laboratorio e società e narrando, oltre ai contenuti dei loro studi, anche il proprio vissuto. Poi, quella proposta iniziale si è sviluppata fino a coinvolgere tutto il tessuto dell’innovazione altoatesina e la sua stella polare, il NOI Techpark.

«Out of the Lab», letteralmente fuori dal laboratorio, è la serie di eventi che da marzo a maggio faranno incontrare 12 giovani ricercatori, sette donne e cinque uomini, con la cittadinanza. Nella cornice del parco tecnologico di Bolzano sud. Per scienziati e tecnici, novelli storyteller, la preparazione iniziale con i «tutor» Erica Villa e Jacopo Pasotti: sono i due specialisti in tema di divulgazione coinvolti nel progetto che venerdì scorso, 9 febbraio, hanno illustrato l’iniziativa al Centro Trevi nell’incontro di lancio «Pop-science: quando la scienza parla chiaro».

Ricercatori e storyteller

I protagonisti del ciclo di incontri sono senz’altro i 12 ricercatori che provengono da nove diversi istituti di quattro enti di ricerca altoatesini – fra cui Eurac Research, Libera università di Bolzano, Centro di sperimentazione agraria e forestale Laimburg – e si occupano di temi come «Sviluppo della lingua elettronica», «Turismo e sviluppo territoriale», «Animali del suolo nell’ambiente alpino». Parlando mezzora per ciascuno parteciperanno agli eventi aperti al pubblico in programma il 7 marzo (ospiti Gioacchino Morosinotto e Hannes Schuler), 21 marzo (con Miriam Benedetti e Ksenia Morozova), 4 aprile (Walter Gasparetto, Michael Steinwandter), 18 aprile (Stefano Terzi, Valentina Lazazzara), 2 maggio (Lorenza Pistore, Flavia De Camillis), 16 maggio (Giulia Chitarrini, Anna Scuttari).

L’iniziativa è organizzata da IDM Alto Adige, azienda speciale della Provincia di Bolzano che gestisce il parco tecnologico e cura lo sviluppo dell’economia locale, assieme alla cooperativa sociale Young Inside con il sostegno dell’Ufficio politiche giovanili della Ripartizione cultura italiana della Provincia. Coordina Elisa Weiss, che per IDM si occupa del NOI.

«Il parco tecnologico non è una torre d’avorio, è qui per tutti, anche per il grande pubblico. Quest’anno iniziamo quindi una serie di eventi rivolti alla cittadinanza, alcuni, come Out of the Lab, si concentrano sulla comunicazione scientifica», afferma Hubert Hofer, direttore del dipartimento Development di IDM. Christian Tommasini, vicepresidente della giunta provinciale, sostiene il progetto: «Da sempre consideriamo i giovani una risorsa per tutta la collettività. Idee come questa sono fondamentali per portare alla luce le storie e i volti dei ragazzi che con il loro impegno nella ricerca ogni giorno aiutano la società a crescere».

La sfida nella comunicazione

Ma come si rende accessibile la scienza alla maggior parte della popolazione e come si entusiasmano in particolar modo i ragazzi per l’innovazione e la ricerca? Parlando un linguaggio semplice, in grado di stimolare l’interesse dei non addetti ai lavori: proprio per sviluppare questa abilità Erica Villa e Jacopo Pasotti hanno lavorato con i ricercatori in veste di esperti di comunicazione scientifica.

«Siamo qui in veste di formatori – racconta durante Pop-science Erica Villa, responsabile comunicazione sia del dipartimento di Management dell’università Ca’ Foscari di Venezia che di Science gallery Venice. Quest’ultima – aprirà nel 2020 – sarà la prima esperienza in Italia nel suo genere: il punto di contatto nel Belpaese del network internazionale di gallerie che si occupano di arte e scienza. «Artisti e scienziati – racconta – si mettono assieme per presentare in maniera interattiva e partecipativa i contenuti. Non è divulgazione scientifica, quanto piuttosto una modalità che sfrutta la chiave di comunicazione d’impatto dell’arte, in grado di fornire maggiore immediatezza e scatenare il dibattito sui temi di attualità».

Weekend con i tutor

Per l’esperienza di Out of the Lab, Villa e Pasotti si sono «chiusi» con i ricercatori nella sede della Piattaforma delle Resistenze per un fine settimana di full immersion. «Per allenarsi – spiega Villa – a divulgare ciò che si fa e ciò che si è in maniera attrattiva. È importante che la ricerca sappia porsi con quello che c’è al di fuori, anche per dare vita a nuove collaborazioni con le aziende». Esiste quindi un diretto risvolto per il sistema territoriale dell’innovazione.

Pasotti, geologo di formazione, giornalista e comunicatore scientifico, annuisce. «Erica mette a disposizione la sua esperienza istituzionale, io quella da freelance. Qui in Alto Adige si fa tantissima scienza, tantissima tecnica. L’università è cresciuta, Eurac Research anche ed è arrivato il NOI. È però fondamentale stimolare l’interesse del pubblico sulle attività che si fanno. Sono gli stessi scienziati a doversi aprire alla cittadinanza, senza aspettare che siano le persone comuni a farlo». Il giornalista ha uno sguardo ampio in virtù della esperienza professionale: ha scritto per Science, National Geographic, l’Espresso, Repubblica, GEO, Wired, Vanity Fair e ha da poco pubblicato per Internazionale un reportage assieme a Ross Ziegelmeier sulla resistenza al cambiamento delle piccole comunità dalla Mongolia al Madagascar. Positivo il suo giudizio sia sull’Alto Adige che sul contributo di Out of the Lab. «Il fermento c’è, è ottimo che ci sia attività di ricerca. Con questi aiuti gli scienziati fanno i primi passi per esporsi».

La scintilla

Giusto infine rendere omaggio allo spunto iniziale dell’iniziativa. Martina Boschiero del Centro di Sperimentazione Laimburg è una dei due giovani ricercatori che per primi hanno contattato Daniel Benelli, presidente di Young Inside e coordinatore della Piattaforma delle Resistenze, sentendo il bisogno «di fare qualcosa al di fuori della ricerca, con ricadute sulla collettività», come racconta lui stesso. «L’idea – rivela Boschiero – è nata da necessità personali. Noi che lavoriamo in un ambiente di specialisti sentivamo il desiderio di parlare a tutti, raccontando sia le nostre esperienze professionali che la nostra storia». Ecco da dove è nato Out of the Lab: il progetto terminerà a giugno con un grande evento conclusivo.