Scenari

3 aprile 2018Stefano Voltolini

Vola la Svezia, scommessa Brasile. Export, un affare da 4,8 miliardi di euro

Crescono ancora Germania e Francia, le incognite del Regno Unito e degli Usa di Trump: le strategie dell'Alto Adige al centro delle giornate dedicate alle vendite all’estero

Il mercato brasiliano in ripresa dopo la recessione. Il Regno Unito nell’incognita della Brexit. E gli Stati Uniti che risentono delle spinte protezionistiche della presidenza Trump. Sono le opportunità e i punti critici per le esportazioni altoatesine, che nella loro crescita costante si trovano ad affrontare le oscillazioni del mondo globale. Proprio per aiutare le imprese locali a districarsi nei meandri dell’internazionalizzazione, IDM Alto Adige ha promosso gli Export Days 2018: oltre 30 i mercati mondiali illustrati a Bolzano dai 16 esperti internazionali a disposizione in colloqui individuali per chi già esporta o vuole cominciare a farlo. Le vendite estere delle aziende altoatesine, è il caso di dirlo, stanno andando a gonfie vele. Nel 2017 la crescita è stata dell’8,1% e il giro d’affari ha toccato quota 4,791 miliardi di euro, secondo i l’ultimo rapporto sul commercio estero della Camera di commercio di Bolzano. I dati del quarto trimestre confermano la crescita continua dal 2012 (e di quella delle importazioni, iniziata nel 2016). Lo sbocco preferito delle imprese locali è la Germania, con 1,626 miliardi, seguita da Austria (538 milioni), Svizzera (261 milioni), Francia (221 milioni), Stati Uniti (204 milioni), Spagna (160 milioni), Regno Unito (132 milioni), Svezia (123 milioni), Paesi Bassi (112 milioni), Repubblica Ceca (86 milioni). I restanti Paesi coprono una quota di 1,324 miliardi.

Riguardo alle tipologie beni esportati, il made in Alto Adige è fatto soprattutto da prodotti agricoli (659 milioni), alimentari e bevande (878 milioni), metalli e prodotti in metallo (609 milioni), macchinari e apparecchiature (866 milioni), mezzi di trasporto e componentistica (615 milioni).

Tendenze e nuovi mercati

L’area di lingua tedesca che da sola riceve la metà dell’export altoatesino è in crescita: la Germania è +7,8% sul 2016 e l’Austria a +8,9%. L’incremento maggiore però è per Svezia e Paesi Bassi, che salgono rispettivamente del 40% e 24,5% nel 2017 sul 2016. Francia e Regno Unito si equivalgono a +3,9%, mentre gli Stati Uniti sono in leggera flessione (-0,2%). Variazioni che gli esperti del settore monitorano e di cui gli addetti ai lavori devono tenere conto. Sulle sorprese che può riservare l’internazionalizzazione si è concentrata l’attenzione durante le giornate dedicate all’export da IDM, la società di Provincia e Camera di commercio di Bolzano per lo sviluppo dell’economia territoriale.

Gli Export Days

Che impatto avranno per l’Alto Adige le affermazioni di Trump sul commercio internazionale o la recente ripresa del Brasile? E a che punto è la questione Brexit? Sono alcune domande che hanno trovato riposta durante gli Export Days. «Un appuntamento imperdibile per aggiornarsi sia sui mercati stabili o già conosciuti che su quelli in cambiamento» ha detto Bettina Schmid, direttrice del dipartimento Sales di IDM: «IDM – ha aggiunto - organizza iniziative come questa per far confrontare gli imprenditori direttamente con i mercati di loro interesse. Si tratta del primo passo per poi calibrare al meglio una strategia di export senza avere troppe sorprese».

Brasile, Regno Unito, Stati Uniti

Sorprese che possono a volte anche offrire prospettive positive: dopo la recessione del 2015, dalla fine del 2017 in Brasile per esempio si stanno riaccendendo nuove speranze grazie alla crescita economica dello 0,7%. «Questa ripresa ha reso nuovamente interessante il mercato brasiliano che si propone come meta per le nostre merci» ha spiegato Schmid. Ricardo Castanho, consulente della Camera di commercio tedesco-brasiliana di San Paolo, ha parlato con gli imprenditori di un eventuale ingresso o rientro nel mercato brasiliano. C’è poi il Regno Unito, interessante mercato export per le aziende locali, che sta cercando di risolvere i problemi legati alla Brexit. «L’Alto Adige esporta oltremanica soprattutto prodotti agricoli, alimenti, bevande e mezzi di trasporto e componentistica, ed è molto probabile che gli accordi favoriranno gli scambi già in essere» ha rassicurato il consulente britannico Tony Fowler che conosce a fondo la realtà economica altoatesina. 

E anche se al momento il clima politico con l’Unione europea si sta complicando, gli Stati Uniti rimangono molto importanti. Sono il quinto mercato di riferimento le merci altoatesine, soprattutto alimenti, bevande, metalli e prodotti in metallo. «Gli Usa continueranno ad essere un importante partner commerciale per l’Alto Adige – ha sottolineato ancora Schmid -. Ad ogni modo è possibile che ci siano degli sviluppi economico-politici improvvisi in ogni momento; per questo gli esportatori altoatesini devono differenziare i propri mercati d’esportazione il più possibile». Presenti nelle due giornate di Export Days anche cinque esperti che hanno risposto alle domande delle aziende sui temi di diritto internazionale, invio di personale all’estero, documenti per il commercio estero, logistica e incoterms. Grande interesse per il tavolo di consulenza per l’e-commerce. «Anche il commercio online è un modo per raggiungere i clienti all’estero. Ed è per questo che offriamo alle nostre aziende la possibilità di incontrare un esperto di questo settore» ha concluso Bettina Schmid.