Innovazione

31 gennaio 2019Alexander Ginestous

Bike sharing elettrico e bus senza autista, al via i test tra Italia e Svizzera

Col progetto Mentor si sperimenta la mobilità del futuro. E in aiuto arriva l’Open Data Hub di NOI Techpark

Cercare nuove alternative all’uso della propria automobile, e rendere la mobilità pubblica più flessibile e sostenibile. Con questi obiettivi, nell’ottobre del 2018, veniva presentato a Merano «Mentor», progetto pensato per fare entrare sempre più l’innovazione tecnologica nel mondo della mobilità, cercando soluzioni “green” ed efficienti. Con soluzioni all’avanguardia: dal bike sharing elettrico al car pooling, fino all’utilizzo di minibus elettrici senza guidatori. Adesso questa iniziativa sta muovendo i primi passi verso la sua realizzazione. I partner del progetto sono NOI Techpark, il Comune di Merano, il comune svizzero di Briga-Glis nel Canton Vallese, la società di trasporto elvetica Postauto e Sasa. Le sperimentazioni invece verranno effettuate a «cielo aperto». Già, perché le diverse idee e soluzioni pensate dai partecipanti all’iniziativa, verranno testate a Merano, per la parte italiana, e a Brig-Glis, un piccolo centro di frontiera nel Canton Vallese, per la parte svizzera. E nelle giornate di giovedì 24 e venerdì 25 gennaio tutti i partner, italiani e svizzeri, hanno messo a fuoco i lavori per le definizioni di nuove soluzioni di mobilità nelle città pilota. In prima fila, nella tavola rotonda, l’ecosistema innovativo di NOI Techpark, rappresentato da Roberto Cavaliere del Digital Technolgies ITC, che ha voluto dare una spinta importante alle idee presentate mettendo a disposizione del progetto l’Open Data Hub, un vero e proprio volano centralizzato per la raccolta, l’elaborazione e la distribuzione dei dati. L’Open Data Hub, che già oggi integra dati sul trasporto pubblico, sul traffico, sui parcheggi, sulla e-mobility e molto altro ancora, è stato appositamente creato per creare prodotti e applicazioni di nuova generazione nel settore dei trasporti, in grado di dare un valore aggiunto all’utente finale ed una risposta alle sue esigenze nel campo della mobilità. Il progetto rappresenta inoltre un’ulteriore possibilità far crescere ancora di più l’Hub stesso grazie all’integrazione di nuovi dataset.

(il gruppo che si è riunito a NOI Techpark)

Le proposte

Tra le idee proposte nella due giorni, i tecnici di Postauto - una società che ha già adottato soluzioni innovative come il bus a chiamata, il progetto di mobilità ciclabile PubliBike, corse sperimentali con shuttlebus a guida automatizzata, cioè senza autista - hanno fornito interessanti spunti e informazioni su possibili modelli che potrebbero trovare attuazione anche in riva al Passirio. A tracciare nuove prospettive è in particolare il prodotto denominato «Sorglos Mobil», con il suo pacchetto di tariffe per l'utilizzo di tutti i servizi di mobilità a disposizione, compreso il car sharing, un primo esempio di applicazione concreta del nuovo paradigma noto come “Mobility-as-a-Service”. Uno degli aspetti più interessanti del progetto riguarda l’obiettivo di creare uno studio iniziale di come si muovono le persone a Merano e Brig-Glis con un livello di dettaglio mai sperimentato prima, grazie all’utilizzo di sensori di monitoraggio anonimo, non invasivo e soprattutto a basso costo. «La domanda di ricerca a cui il progetto cerca di dare risposta è semplice: che tipo di offerta di mobilità, integrativa rispetto al trasporto pubblico, va creata in piccoli centri alpini per convincere le persone, con le loro complesse esigenze,  a non utilizzare più l’auto privata?» spiega Cavaliere, e prosegue: «la risposta che vogliamo dare è articolata su tre assi portanti: in primis la sperimentazione di servizi di trasporto pubblico flessibili, ossia in grado di variare dinamicamente i loro percorsi, e on-demand, effettuati solo in funzione di una reale richiesta da parte dell’utenza, in una prospettiva di utilizzo di piccoli mezzi a guida automatizzata; in secondo luogo, la sperimentazione di un concetto innovativo di bike sharing, declinato in base alle esigenze alpine e potenziato grazie alle possibilità offerte oggi dalle moderne e-bikes; infine una piattaforma di car pooling (o ride-sharing) per permettere in tempo reale a chi offre un passaggio ed a chi cerca un’opzione alternativa di trasporto la possibilità di condividere degli spostamenti». Ma tutto questo non basta: serve ancora un motore in grado di integrare tutta quest’offerta ed indicare all’utente in maniera semplice, e continuamente aggiornata, le diverse possibilità per muoversi da A a B. E a tal proposito l’intento è quello di riutilizzare soluzioni open source già diffuse nel Nord Europa, ad esempio a Torino, capitalizzando la collaborazione con la community internazionale di sviluppatori ed utilizzatori di questi tool.