Università

13 novembre 2017Enrico Albertini

Da Bristol a Bolzano, l'ex cervello in fuga Angelika Peer torna all’Unibz

Originaria della Val Pusteria, la professoressa di ingegneria ha lavorato in Germania e Regno Unito. Lugli: «Così favoriamo il rientro dei nostri talenti»

Ha studiato e insegnato a Monaco di Baviera e Bristol, entrando nel gruppo dei massimi esperti di robotica e ingegneria digitale. Da qualche giorno Angelika Peer è ritornata «a casa», con il ruolo di professoressa ordinaria all’Università di Bolzano. Un ateneo in forte espansione che punta ora, per continuare a crescere, ad attrarre e riportare in Südtirol talenti altoatesini che si sono fatti conoscere nel mondo. Il caso della professoressa Peer diventa così emblematico e di buon auspicio, come sottolineano i vertici dell’ateneo. «Con la professoressa Peer non solo vogliamo avviare un nuovo settore di ricerca in ingegneria digitale e automazione — sottolineano infatti il presidente di Unibz, professor Konrad Bergmeister, e il rettore, professor Paolo Lugli — ma l’obiettivo è anche quello di favorire il rientro di talenti altoatesini che insegnino e facciano ricerca nel nostro ateneo». A 37 anni, Peer sarà professoressa di prima fascia alla Facoltà di Scienze e Tecnologie.

Ed è proprio alla vicenda di Lugli che ci si può in fondo richiamare. Anche lui, infatti, è un ex cervello in fuga passato – come Peer – per Monaco di Baviera, dove insegnava nanoelettronica. «Ho scelto Bolzano per le ambizioni di crescita che questo ateneo esprime e le risorse messe in campo: rappresenta una sfida affascinante – ci raccontò subito dopo essere entrato in carica -. Non secondaria per la mia scelta è stata anche la promessa, accanto all’incarico manageriale alla guida dell’Ateneo, di poter continuare con i miei studi e le mie ricerche, per di più in tre linque, italiana, tedesca e inglese».

Il percorso della professoressa Peer

Ma se Lugli è originario di Carpi, Angelika Peer è altoatesina anche di nascita, originaria di Valdaora. Ha studiato Ingegneria elettrica e Tecnologia dell’informazione alla Technische Universität di Monaco di Baviera. Sempre alla Tu di Monaco, ha conseguito il dottorato di ricerca, specializzandosi nel campo dei sistemi di controllo. Come ricercatrice e docente, ha insegnato Ingegneria dell’Automazione alla Facoltà di Ingegneria Elettrica e Informatica della Tu, prima di essere chiamata da un’università inglese. Dal 2014, Peer ha svolto ricerche alla Uwe di Bristol (University of the West of England), dove è stata coinvolta in una rete di 200 scienziati esperti di robotica. «Ho concentrato la mia ricerca nei campi della telepresenza e della teleazione — spiega la professoressa —. Alcuni esempi di applicazione dei miei studi riguardano interventi chirurgici non invasivi che utilizzano sonde oppure il lavoro in una centrale nucleare per mezzo dei robot. La cosa speciale di queste attività è che, pur essendo effettuate a distanza, chi opera avverte sensazioni di pressione o resistenza come se stesse effettuando gli stessi movimenti da una distanza ravvicinata». «La professoressa Peer rafforzerà il gruppo di ricerca in Automazione e Robotica della Facoltà di Scienze Naturali e Tecnologie — sottolinea il preside della Facoltà, il professor Stefano Cesco —. Tra i compiti futuri della nuova collega, rientra anche lo sviluppo di un programma di laurea nel suo settore».

Esempio di Dual Career

Il ritorno della scienziata altoatesina in regione è stato propiziato anche dalle opportunità professionali per il marito ingegnere. I due coniugi sono l’esempio classico di una Dual Careerentrambi con una prestigiosa carriera avviata, hanno potuto decidere di rientrare in Alto Adige grazie a un’interessante opportunità lavorativa che una grande impresa della Val Pusteria ha offerto al marito della prof.ssa Peer. «Per la mia decisione di accettare la chiamata di Unibz, è stato decisivo il sostegno attivo dell’ateneo» sottolinea Peer che conferma un recente studio della Akademie des wissenschaftlichen Nachwuchses derBerlin-Brandenburgischen Akademie der Wissenschaften und der Deutschen Akademie der Naturforscher Leopoldina sulle «dual career». La ricerca ha dimostrato che la metà delle rinunce a incarichi universitari sono da ricondurre alla mancanza di prospettive di carriera per il partner.

«Angelika Peer combina un’eccellente formazione all’estero con una solida esperienza di lavoro internazionale. Rappresenta l’esempio perfetto del rientro di talenti altoatesini che stiamo perseguendo» riassume il rettore, Lugli. All’Università di Bristol, la cattedra di Angelika Peer faceva parte del Bristol Robotics Laboratory, uno dei maggiori centri di ricerca del Regno Unito, con 200 dipendenti. Anche nella cittadina inglese, attualmente, sta nascendo un parco tecnologico. Sotto questo profilo, Peer intravede un grande potenziale per il suo settore di ricerca nei parchi tecnologici dell’Alto Adige: nel nuovo parco tecnologico NOI, a Bolzano Sud, e quello, in gestazione, in Val Pusteria.