Innovazione

11 maggio 2018Silvia Pagliuca

Hi-tech e design, la facciata mobile di Stahlbau Pichler scala il cielo di New York

L’azienda di Bolzano assieme a Zaha Hadid Architects firma il «volto» di un edificio nella Grande Mela. «Fondiamo la creatività italiana con la precisione tedesca»

Nel West Chelsea di New York, il principale distretto artistico e culturale della Grande Mela, svetta un pezzo di avanguardia altoatesina. Siamo al 520 West 28th Street, affacciati – letteralmente – sulla High Line di Manhattan, l’incantevole parco sopraelevato nato dai resti di un’antica ferrovia. Qui sorge un’imponente «scultura abitata», nata dallo studio geniale di Zaha Hadid Architects con la collaborazione della bolzanina Stahlbau Pichler Srl, realtà artigiana nata nel 1978 da una famiglia che tradizionalmente lavorava il ferro, e oggi diventata punto di riferimento a livello internazionale per la costruzione di strutture in acciaio e facciate continue. Sua è la firma del «volto» dell’edificio: la scenografica facciata a cellule da 5000 mq che ne rende unica l’identità. «Il 520 West 28th Street è un palazzo in movimento che punta dritto al cielo e abbraccia il paesaggio urbano circostante. Un progetto in cui vetro, alluminio e acciaio dialogano attraverso l’uso di soluzioni tecniche e ingegneristiche dinamiche e innovative»  dichiara Harald Spitaler, Design Manager della Stahlbau Pichler che ha seguito i lavori in tutte le fasi, dal design assist & value engineering al feature cladding passando per il visual mockups e per la realizzazione vera e propria. «Fin dai primi disegni – confida - ho capito che sarebbe stato un progetto particolare, ma il risultato finale ha superato ogni aspettativa, nostra e degli architetti. Il contesto straordinario in cui l’edificio è inserito e lo spirito visionario della Zaha Hadid Architects, ci hanno posto davanti a sfide ingegneristiche e costruttive entusiasmanti, volte a combinare resistenza e trasparenza, geometrie e forme libere, precisione e creatività».

Il Building Information Modeling

Sfide vinte grazie al BIM, il Building Information Modeling che l’azienda usa per mettere in relazione le diverse discipline coinvolte nel processo di costruzione: così, oltre ai calcoli sulla struttura portante, il sistema consente di effettuare anche calcoli delle prestazioni energetiche e acustiche, dando informazioni precise e accurate sulla struttura finale. Nel caso del palazzo newyorkese, attraverso il BIM gli ingegneri e i tecnici della Stahlbau Pichler sono riusciti a massimizzare le esigenze di design, privacy e sicurezza, realizzando 200 finestre motorizzate apribili orizzontalmente rispetto alla facciata, in maniera del tutto indistinguibile rispetto alle vetrate fisse. Un modello che non era mai stato creato prima. «Le nostre finestre apribili meccanicamente, fluide ed eleganti, sono perfettamente integrate nella struttura principale e incorniciano la vista mozzafiato della città, proprio come desideravano architetto e committenza» chiarisce Spitaler precisando che la facciata, che custodisce 39 residenze di lusso, è stata realizzata interamente nella sede bolzanina dell’azienda. Qui, un team composto da 12 persone per 18 mesi ha lavorato alla produzione usando 125.000kg di alluminio, 10 tonnellate di acciaio, 2.800 m2 di piani di vetro (con il 40% di vetro sagomato) e 350 m2 di vetro camera ricurvo. Il tutto, rispettando gli standard di produzione americani ASTM e AAMA. E una volta terminata, la facciata è stata spedita a New York direttamente via nave. A garantirne l’esatta corrispondenza ai rigidi standard di sicurezza americani, è stato poi uno spettacolare test di tenuta realizzato con un motore aereo alla potenza di 2.500 cavalli. «Era la prima volta che una nostra struttura veniva sottoposta a un simile test per verificarne la resistenza sotto l’effetto di vento e pressione molto forti. È stato molto interessante assistere e un’ulteriore occasione di crescita» continua Spitaler. E conclude: «Anche in questo caso, le competenze dei nostri collaboratori e la nostra anima composita, fatta di creatività italiana e precisione tedesca, ci ha consentito di fare la differenza e di realizzare ciò che l’architetto voleva per New York. Sono progetti come questo che rendono il nostro lavoro speciale».

(foto Oskar DaRiz)