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5 gennaio 2018Enrico Albertini

L’energia pulita arriva dalla terra: un edificio su 5 è riscaldato a biomassa

Dati in aumento per le 77 centrali di teleriscaldamento altoatesine. Risparmiate 313mila tonnellate di CO2

Dalla terra il calore per riscaldare case e uffici. Più che una semplice opportunità in Alto Adige, ma già una realtà per un edificio su cinque. L’utilizzo della biomassa è un trend in costante crescita. Ed è la Provincia di Bolzano a fare il punto della situazione, svelando i dati riferiti al 2016 delle 77 centrali di teleriscaldamento operative sul territorio altoatesino. Ventisei di queste centrali producono anche energia, 14 utilizzano esclusivamente il legno per la produzione energetica. Queste centrali, alimentate a biomassa, approvvigionano circa il 20% degli edifici presenti in territorio altoatesino con energia pulita per elettricità e calore. «In tal modo contribuiamo sostanzialmente a ridurre le emissioni di CO2 e a contrastare l’inquinamento e gli effetti prodotti dai cambiamenti climatici - afferma l’assessore provinciale all’ambiente ed energia Richard Theiner – .Si tratta di impianti che non dipendendo da materie prime fossili in esaurimento e sono così in grado di garantire un approvvigionamento autonomo». Come mostrano i dati del 2016, infatti, grazie a questi impianti è stato possibile risparmiare oltre 106 milioni di litri di gasolio, che corrispondono a un risparmio di circa 313mila tonnellate di CO2.

La produzione di calore riferita alle centrali di teleriscaldamento si attesta attorno ai 947 milioni di kWh all’anno, la produzione elettrica, in prevalenza da biomassa, ammonta a circa 134 milioni di kWh. «Nonostante non siano stati costruiti nuovi impianti, la rete di teleriscaldamento in Alto Adige è cresciuta e conta su 860 chilometri di condotte. Sono aumentati anche gli allacciamenti che con i circa 400 del 2016 raggiungono un totale di 16.500» afferma Petra Seppi, direttrice dell’Ufficio risparmio energetico provinciale. La vendita complessiva di calore prodotta dagli impianti di teleriscaldamento nel 2016 ha raggiunto circa 700 milioni di kwh, nel 2015 erano 663 milioni di kWh.

Un patrimonio, quello altoatesino, che è stato costruito grazie a scelte lungimiranti fatte nel tempo. Un quarto di secolo di sfruttamento di biomassa, così si potrebbe sintetizzare il tutto: dal 1992 in un territorio che ha il 45% della superficie ricoperta da bosco, sono stati investiti 800 milioni in impianti di teleriscaldamento a biomassa. Si tratta sia di sistemi di produzione di calore che di impianti per la cogenerazione calore-elettricità. La sfida ora si è spostata sull’ammodernamento ed efficientamento degli impianti esistenti. «Su questo fronte – spiega Stefano Dal Savio, responsabile dell’ecosistema ambiente e energia di IDM Alto Adige - IDM, azienda speciale per lo sviluppo dell’economia altoatesina, è pronta a offrire supporto per la nascita di partnership tecnologiche o commerciali che coinvolgano gli attori locali, oppure per favorire l’insediamento di progetti e aziende che possano contribuire alla crescita del territorio». Sono questi fra l’altro gli obiettivi dell’evento Ponti, che nel 2018 sarà organizzato con focus sul teleriscaldamento a biomassa. «L’incontro di due giorni, che si riallaccia al ponte come simbolo di collegamento, vuole essere uno strumento per far incontrare gli attori locali con altri provenienti dal tessuto nazionale e da Germania, Austria e Svizzera».