Salute

4 luglio 2018Silvia Pagliuca

Bpco, arriva l’app che salva la vita con un touch

Un dispositivo che prevede le crisi di broncopneumopatia. L’idea di una startup altoatesina che lavora fra Roma e il NOI Techpark premiata all’UniCredit Start Lab

La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) è una malattia dal nome complesso ma molto più diffusa di quanto si possa pensare. Ne soffrono più di due milioni e mezzo di italiani ed è la quarta causa di morte al mondo. La startup bolzanina BPCOmedia srl, spin off dell’Università Campus Biomedico di Roma, ha brevettato un dispositivo chiamato BPCOmedia che consente di arginarla, almeno in parte, con un semplice touch. Basta uno smartphone e un pulsossimetro – la classica pinza utilizzata dai medici per calcolare quanto ossigeno è presente nel sangue attraverso il dito di una mano – per evidenziare una eventuale riacutizzazione della malattia. Uno dei problemi connessi alla BPCO, infatti, è la frequente comparsa di episodi acuti di peggioramento che possono essere anche fino a quattro all’anno e tali riacutizzazioni sono la prima causa di ospedalizzazione e morte per i pazienti. «La diagnosi precoce per le riacutizzazioni della BPCO è molto complicata perché il paziente tende a sottostimare i suoi sintomi, arrivando tardi all'attenzione del medico. Da qui, l’idea di intervenire proprio in questa fase per fornire al paziente uno strumento semplice e di utilità quotidiana che potrebbe salvargli la vita» spiega Giuseppe Capasso, co-founder della startup e direttore del Laboratorio di Ricerca & Sviluppo della LIA s.r.l, azienda bolzanina ad alto contenuto tecnologico specializzata in soluzioni mediche e bio-informatiche.

Ma andiamo con ordine. Cos’è la BPCO? È una malattia progressiva, solo parzialmente o per nulla reversibile, che colpisce l’apparato respiratorio con un’ostruzione delle vie aeree, spesso associata a uno stato di infiammazione cronica del tessuto polmonare. A lungo termine, produce un vero e proprio rimodellamento dei bronchi, provocando una riduzione consistente della capacità respiratoria e del contenuto di ossigeno nel sangue. Tale ridotta ossigenazione ha riflessi sugli altri organi influendo in modo significativo sulla qualità di vita, con sintomi come affanno e stanchezza. Secondo l’OMS, nel 2020 diventerà la terza causa di morte in tutti i paesi industrializzati. Quanto ai costi, in Europa la BPCO rappresenta il 3% della spesa sanitaria complessiva e negli USA sono stimati in 50 miliardi di dollari, la maggior parte dei quali dovuti alle riacutizzazioni. Oltre ai costi diretti, per altro, legati a all’assistenza sanitaria, ci sono quelli indiretti, relativi, ad esempio, alla perdita del lavoro.

Come si arriva, dunque, all’invenzione del BPCOmedia? Tutto è nato da uno studio di ricerca condotto in collaborazione con il Policlinico dell'Università Campus Bio-Medico di Roma, il Laboratorio di Sistemi di Elaborazione e BioInformatica (CoSBi) della Facoltà Dipartimentale di Ingegneria della medesima università e la ASL n. 4 di Lanusei, in Sardegna. L’indagine ha consentito di sviluppare un algoritmo che attraverso i dati registrati dal pulsiossimetro su migliaia di rilevazioni ha evidenziato l’insorgere di eventuali riacutizzazioni o di situazioni critiche, assicurando un’accuratezza del 98,4%, anche meglio rispetto a quanto fatto in modo naturale dai medici. Così, la ricerca altoatesina si è fatta notare fin da subito anche all’estero tanto da essere stata presentata alla IEEE-EMBS International Conference on Biomedical and Health Informatics (BHI) di Las Vegas nel 2016 (“On the Remote Detection of COPD-Related Worrisome Events”–BHI 2016), conquistando la copertina della rivista Ieee Journal of Biomedical and Health Informatics, (vol. 21, N° 2, marzo 2017). E a settembre partirà la prima sperimentazione in Italia, in Sardegna, appunto, con il coinvolgimento di 500 pazienti e 60 medici di base. Il pulsiossimetro con l’algoritmo elaborato dai ricercatori, infatti, è stato messo in condizione di interagire con un’app disponibile per dispositivi Android. I pazienti, semplicemente effettuando tre misurazioni al giorno con la famosa pinzetta, potranno leggere direttamente sullo smartphone o sul tablet il proprio stato di salute. Le risposte saranno personalizzate in base alle caratteristiche fisiologiche di ogni persona e potranno indicare uno stato di salute normale oppure inviare allarmi per casi di desaturazione, di tachicardia, di peggioramento delle funzioni respiratorie o di missing data, ricordando al paziente se due o più misurazioni non sono state eseguite.

«Il dispositivo medico è stato brevettato in sette Paesi: Europa, Russia, Cina, Giappone, India, Stati Uniti d’America e Brasile ed è certificato CE. Verrà prodotto in Cina, nel distretto di Shenzhen, e il primo lotto di produzione arriverà a Bolzano entro fine luglio. Inoltre, anche se il dispositivo nasce per favorire l‘auto-controllo della BPCO, è stato sviluppato un modulo che permette anche ai medici e alle farmacie di monitorare lo stato di salute dei pazienti con l’ausilio dell’algoritmo predittivo» precisa Capasso. Il kit, infatti, composto dal pulsiossimetro a dito bluetooth e dall’App che dà l’accesso al portale attraverso il quale il paziente può visionare i propri dati, lo storico, scegliere il medico di riferimento e ricevere e inviare notifiche, potrà essere acquistato anche in farmacia, semplificando ulteriormente le procedure. Il tutto, mentre la startup continua a crescere, lavorando in parte all’interno del NOI Techpark di Bolzano, in parte nei centri di ricerca di Roma. «Stiamo assumendo nuove risorse e i progetti per il futuro sono tanti e molto ambiziosi, supportati da un interesse crescente riscontrato a livello mondiale» conferma Capasso, ricordando, non ultima, la menzione speciale ricevuta all’edizione 2018 di UniCredit Start Lab, il programma di accelerazione pensato da UniCredit per le startup, dove BPCOmedia srl è stata premiata tra oltre 600 startup, di cui 76 iscritte nella categoria Life Science. A sceglierla i commissari Antonello Biscini, senior advisor for Business Development Menarini Diagnostics, Maurizio Colombo, vice presidente Gruppo Sapio, Marco Ferrari, amministratore delegato Anemocyte - Gruppo Holding F.I.S, Giuseppe Ganassini, amministratore delegato Istituto Ganassini, Danilo Mazzara, senior manager Accenture Strategy e Giuseppe Vita, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Axel Springer.