Innovazione

5 aprile 2018Johanna Roellecke

Dalla Cina a Israele, talenti e startupper nel cuore delle Dolomiti per creare il futuro dell'auto

A Brunico prima edizione di «Automotive Vertical Innovation Camp». Vince un progetto che riduce i costi del car sharing

Un innovation hub per l’automotive nel cuore delle Dolomiti? Pochi associano il settore automobilistico con i paesaggi alpini dell’Alto Adige. Nonostante un'auto su tre abbia, al prioprio interno, almeno un componente altoatesino.  Un legame, quello fra automotive e Alto Adige, dimostrato una volta in più lo scorso 22 e 23 marzo con la prima edizione dell’«Automotive Vertical Innovation Camp» quando — tra vette rocciose e vigneti — si è ripensato il futuro del settore automobilistico. Quasi 50 talenti da tutto il mondo – tra studenti, neolaureati e giovani startupper — sono venuti a Brunico, nella capitale della «motor valley» altoatesina, per sviluppare assieme a esperti del settore soluzioni innovative nell’ambito della mobilità. L'idea vincitrice prevede un sistema capace di ridurre i costi di manutenzione delle flotte destinate al car sharing. Un’iniziativa lanciata dall’Ecosystem Automotive di IDM Alto Adige in collaborazione con WhatAVenture e le 5 aziende leader del settore in Alto Adige: GKN Sinter Metals, GKN Driveline, Intercable, Alupress e Autotest. Associate nella rete «Automotive Excellence Alto Adige», rappresentano un settore che occupa più di 2500 addetti in Alto Adige e genera un fatturato annuo di 600 milioni di euro. Stiamo parlando di aziende che nella componistica sono tra le prime a livello mondiale e che forniscono alcuni dei più grandi marchi del settore come Volkswagen, BMW, Ferrari, Tesla e Jaguar. 

«Dalla fabbrica del futuro al cosiddetto life cycle management delle auto e dei componenti che viaggiano al loro interno fino alla mobilità elettrica, il settore automobilistico è in continua trasformazione e le sfide che le aziende devono affrontare per rimanere competitive oggi sono tante — spiega Hansjörg Prast, direttore di IDM Alto Adige —. Per affrontarle l’industria ha bisogno di nuove idee innovative e anche dello scambio con il mondo della ricerca. In quest’ottica la nascita del nuovo parco tecnologico dedicato all’automotive che entro il 2021 sorgerà qui a Brunico sarà decisiva per il successo delle nostre aziende, come anche iniziative come questa. L’Automotive Vertical Innovation Camp, infatti, permette alle aziende di confrontarsi con le migliori teste del settore».

(foto:@wisthaler.com)

Ma lo scopo dell’Innovation Camp a Brunico, non solo è stato quello di dare un impulso all’innovazione nel campo dell’industria dell’automobile ma anche quello di offrire ai giovani talenti partecipanti un’occasione unica per mettersi alla prova, per fare networking e, eventualmente, farsi assumere da una delle aziende leader del settore. Germania, Inghilterra, Grecia, Polonia, Spagna, Israele, India, Cina: talenti da oltre 15 paesi sono venuti a Brunico per cogliere l’occasione di presentarsi alle 5 eccellenze dell’automotive altoatesino. Specializzati in ambiti come la robotica, l’Iot, l’intelligenza artificiale e la realtà aumentata si sono organizzati in 14 gruppi di lavoro per sviluppare insieme ai massimi esperti del campo  — in ogni gruppo erano presenti anche rappresentanti delle aziende— approcci innovativi per approdare i mercati del futuro. «Oltre a progetti interessanti abbiamo potuto conoscere candidati di grande potenziale. Senza dubbio, alcuni di questi talenti nelle prossime settimane verranno contattati da noi per valutare insieme delle eventuali collaborazioni» ha detto Hannes Mahlknecht, Ceo di Alupress, azienda leader nel settore della produzione di componenti e sistemi innovativi in alluminio pressofuso con sede a Bressanone.

Al Camp non c’erano però solo studenti e neolaureati in ricerca di opportunità professionali. Anche le startup del settore avevano la possibilità di presentare le loro soluzioni e servizi  alle aziende altoatesine con l’obiettivo di trovare, perché no, qualche nuovo cliente. «Noi siamo qui perché l’Alto Adige è il territorio che in Italia ha investito di più nella mobilità elettrica e quindi sarebbe lo scenario ideale per sviluppare le nostre soluzioni» dice Francesco Scalise, cofounder di Fleetmatica, una startup di Milano che, nata nel 2016, si è posta l’obiettivo di rendere le flotte aziendali elettriche più efficienti, monitorando tutti i fattori che impattano le prestazioni di un auto elettrica. «Qui al Vertical Innovation Camp — ha ribadito — abbiamo la possibilità di stringere contatti strategici e farci conoscere dagli attori più importanti del settore in Alto Adige».

Ridurre i costi nel car sharing: ecco il progetto vincitore

Due giornate intense di group work e sessioni di mentoring. Ma non solo. Con lo scopo di dare delle dritte utili ai giovani innovatori c'erano in programma anche delle brevi lezioni sul business modelling e su come sviluppare le proprie idee in modo efficace. Da innovazioni nell’ambito della connected supply chain all’utilizzo di dati per predire e evitare malfunzionamenti di prodotti e processi produttivi all’impiego della realtà aumentata per la formazione degli operatori in fabbrica: alla fine della seconda giornata di Innovation Camp sono stati presentati i progetti sviluppati dai talenti. A convincere la giuria tecnia — composta dai Ceo delle 5 aziende leader coinvolte nell’iniziativa, dagli esperti di IDM e da massimi specialisti provenienti da tutta Italia —è stato un giovane gruppo di studenti e neolaureati italiani che ha fatto team con una ragazza cinese che attualmente studia ingegneria elettrica a Monaco di Baviera. Il progetto vincente: una soluzione che permette alle aziende di car sharing di ridurre i costi di manutenzione per le loro flotte grazie a una app che verifica il comportamento alla guida degli utenti. «Venire in Alto Adige per intraprendere una carriera nel settore? Perché no - ha sorriso il giovane romano Francesco Ricciuti, neolaureato in control engineering e componente del team vincente -. È stata una vera sorpresa vedere quanto l’Alto Adige fosse un’ambiente stimolante e innovativo, non solo per la presenza di un settore automobilistico all’avanguardia ma anche per i bellissimi paesaggi di cui abbiamo potuto godere mentre stavamo lavorando sul nostro progetto». Riconoscimenti anche per altre due idee, che hanno così completato il podio: un algoritmo che prevede errori dai dati del veicolo e un progetto di realtà virtuale che simula in modo realistico le esercitazioni con macchinari complessi.